Descrizione
Apalós inaugura la collana di Poesia “Liridi” con Voci. Poema della natura, l’attesa ripubblicazione di un’opera che, dopo decenni di silenzio, torna a brillare. Federico De Maria, autore visionario, ci offre un inno alla natura e all’anima umana. Tra queste pagine, un’autentica rivelazione: “Il Fabbro”, la prima poesia futurista, scritta dieci anni prima che il movimento prendesse forma. Una gemma letteraria che ha precorso i tempi, affiancata da versi potenti come “Ai nemici miei”, che ne anticipano la forza dirompente.
Voci non è solo un libro, è un pezzo di storia che riprende il suo posto, una lettura essenziale per riscoprire un talento dimenticato e le radici di un’avanguardia che ha cambiato l’arte.
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Federico De Maria (Palermo, 1883 –1954) fu una figura poliedrica nel panorama letterario italiano del primo Novecento. Fu uno dei primissimi autori ad abbracciare istanze proto-futuriste. Nonostante la sua precoce adesione, fu tra i firmatari del Manifesto, a uno spirito d’avanguardia che avrebbe poi caratterizzato il Futurismo, De Maria se ne tenne progressivamente distante, soprattutto a seguito delle derive e delle inclinazioni politiche di Filippo Tommaso Marinetti verso il fascismo.
Questa presa di distanza ne definisce ulteriormente la statura intellettuale e l’indipendenza di pensiero nel contesto culturale dell’epoca.





